Ricordo che l'avevo fischiato alla Scala tra il silenzio rispettoso degli uditori che riverivano la sua voce anche se in quel momento infilava una stecca dietro l'altra.
Era la Bohemè e che fosse il grande Pavarotti a steccare, non mi esimeva dal rabbrividire a tanto scempio del famoso duetto di Rodolfo e Mimì (dopo di me piovvero fischi anche dal loggione, famoso luogo di critiche aspre e severe che non risparmia nessuno!)
Per la verità, le scorribande canore fatte qua e là per il mondo, avevano letteralmente conciato la voce di Big Luciano tant'è che ci vollero degli anni perchè riprendesse quel colore tipico - dal timbro giovanile e potente - che poteva spaziare da Verdi a Rossini mantenendo sempre una limpidezza e una professionalità ineguagliabile sfruttando una voce dagli acuti ancora abbastanza precisi (come da spartito autentico).
Non era tra i miei preferiti ma devo riconoscere che la lirica ha trovato in lui un esecutore veramente unico.
Spero che la sua voce oggi canti nei cieli di Dio!
Addio Luciano e grazie per quello che ci hai donato.