La nuova formazione si chiama Nvd e chiede che i sedicenni
possano recitare nelle pellicole hard o addirittura prostituirsi
Altre proposte: legalizzare ogni droga, viaggiare gratis in treno
poter girare nudi ovunque e poter fare sesso con gli animali
AMSTERDAM - Nasce oggi in Olanda il primo partito dichiaratamente pedofilo.
Si chiamerà Nvd ("Amore del prossimo, libertà e diversità") e ha tra i suoi obiettivi la liberalizzazione della pornografia infantile e i rapporti sessuali fra adulti e bambini.
"Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più curiosi", ha dichiarato Ad van den Berg, 62 anni, fondatore del partito,al quotidiano olandese Algemeen Dagblad. "Vogliamo trasformare la pedofilia un argomento di dibattito", ha aggiunto van den Berg, secondo cui l'immagine dei pedofili è stata infangata dallo scandalo del pluriomicida di bambine Dutroux.
Non c'è però soltanto la pornografia infantile nel programma di Nvd, che propone la soppressione del Senato, della funzione di primo ministro, la legalizzazione di tutte le droghe, leggere e pesanti, e l'ergastolo per gli omicidi recidivi. E ancora, sì al sesso con gli animali, no ai maltrattamenti e la possibilità di viaggiare sempre gratis in treno per l'intera popolazione.....Non continuo perchè mi viene il vomito...si commenta da sè!
Sosteniamo---> http://www.aquiloneblu.org/
Collaboriamo con---> http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/parliamo_di/pedofilia_inrete.htm
"La famiglia in Europa a rischio estinzione...
per...i problemi della bassa natalità"
(Come...volevasi...dimostrare!!!
)
FLG
Tratto da: ZENIT
VILNIUS – LITUANIA 2006
Dall’incontro che ho fatto con i fratelli della capitale, Vilnius, proverò a darvi un mio parere su come i nostri fratelli lituani stanno a serenità e fede.
Ho conosciuto un sacerdote lituano, Monsignor Kestutis, e due italiani, don Alessandro (in lituano Aleksandras) e don Massimo, ambedue salesiani di Torino, approdati a Vilnius per scelta.
Tutti e tre sono parroci di grosse parrocchie (due contano circa 50.000 abitanti!!) dove svolgono il loro apostolato…con fatica.
Parto da don Alessandro per spiegarvi perché fa “fatica”.
Pur essendo Vilnius una città prevalentemente cattolica, i fedeli risentono – secondo me - di una religiosità formale, frutto di quanto cinquant'anni di comunismo hanno lasciato in tutto il tessuto sociale.
Mi spiego.
Il fedele non partecipa attivamente né alla celebrazione liturgica né ad altro.
Per trascinarlo fuori dalla sua immobilità non bastano nemmeno personaggi pieni di talenti come don Alessandro.
Egli fa davvero grandi sforzi per ottenere cose che da noi sono ottenibili con relativa facilità quali: il rispondere durante la celebrazione eucaristica, iniziative di cooperazione comune e verso i meno fortunati, responsabilizzazione dei giovani verso i più piccoli, ecc.
Durante la Messa, don Alessandro – giovane e brillante salesiano coi controfiocchi – mancava che facesse il saltimbanco, per smuovere quel popolo di Dio silenzioso, ossequiante ma terribilmente assente, bambini compresi!
Non so a cosa si debba attribuire questa assenza di corresponsione fra la Chiesa locale ed i suoi fedeli, sta di fatto che anche la popolazione – in generale – è per il 50% depressa e con il più alto numero di suicidi l’anno, più della vicina Svezia!
A mio modestissimo avviso, l’oppressione sovietica ha contribuito non poco a fiaccare soprattutto gli uomini che passano preferibilmente nelle birrerie le ore di riposo, piuttosto che in altro modo.
C’è anche un altro problema che la dice lunga sulla serenità (della quale mi chiedeva Voiceofsilence).
Mi diceva don Alessandro che su cinque matrimoni quattro si disfano.
L’aborto – inoltre - è frequentemente e facilmente praticato.
Quindi le donne, di cui parlavo nel mio post, desiderano maggiormente gli uomini nostrani forse anche per quel senso della famiglia che da noi scompare più…lentamente che in altre zone d’Europa.
Concludendo il discorso sul “tipo” di fedele lituano, è doveroso aggiungere che la popolazione polacca – (da sempre presente sul territorio) che vi si stabilì verso il 1500 ed ora è mischiata a quella lituana - ha portato una religiosità forte ma piuttosto intimista che concretamente visibile.
Forse per le traversie che questo popolo ha vussuto, forse per la dominazione sovietica con le sue repressioni verso la Chiesa, fatto sta che anche Monsignor Kestutis ha i suoi bei problemi, nonostante sia lituano e sappia bene cosa implichi la repressione, visto che i suoi genitori si sono incontrati in Siberia, dove erano stati deportati.
Nota conclusiva interessante che forse pochi sanno.
A Vilnius c’è il famoso quadro fatto dipingere da Suor Faustina Kowalska: “Gesù, confido in te” (che in lituano si scrive “Jèzau, pasitikiu Tavimi”).
Ma la mia sorpresa è stata grande quando ho visto il dipinto: non è quello che siamo soliti vedere!
Qui potete vedere quello lituano, mentre qui quello polacco (che sembra un misto fra i due).
Su quale sia l’originale è presto detto che i lituani dicono sia il loro, mentre quello che conosciamo noi, è quello che c’è in Polonia.
So di aver detto molto poco ma vi assicuro che questo popolo sarebbe interessante conoscerlo più a fondo per trovarvi capacità e grazie ancora – secondo me – sconosciute perfino a loro.
E c’è tantissimo tra noi e loro di simile; tant’è che come viso, affabililtà, espressioni del volto e immediatezza d’intesa…sembrano davvero italiani!
Trovate l’interessantissima storia di Vilnius qui.
©FLG
