pensato da FLG alle ore 19:31
lunedì, 30 maggio 2005

Dal “Mattutino” di G.Ravasi del 20 maggio 2005


Non abbiamo voglia di vincere, ma abbiamo paura di perdere. Quindi ci accontentiamo di pareggiare. Non sempre, non tutti: ma quando accade è un peccato.

Beppe Severgnini è un giornalista e scrittore che conosco e apprezzo da tempo e che è seguito da una folla di lettori. Mi affido a lui oggi per una riflessione che forse s'adatta un po' a tutti. La tentazione di "pareggiare", evitando l'impegno della vittoria e il peso della sconfitta, è la più sottile ma anche la più seguita. Si è, infatti, convinti di stare nel mezzo, di raggiungere un equilibrio di buon senso. In realtà è quel peccato che l'antica tradizione morale chiamava di "omissione". Lo diceva in modo paradossale Pasolini nella sua poesia A un Papa: «Peccare non significa fare il male:/ non fare il bene, questo significa peccare».
C'è, però, qualcos'altro da sottolineare nella considerazione di Severgnini. È la paura del rischio. Ora, il credere stesso ha una componente di sfida, altrimenti sarebbe solo calcolo programmato e scontato e non adesione libera, scelta d'amore e di passione. Il filosofo francese Mounier illustrava bene questo timore: «Siamo diventati uomini che hanno paura del salto. Restiamo fermi in riva agli abissi dell'avvenire. Bisogna imparare di nuovo il coraggio di saltare, proprio in quei punti dove la prudenza tace o si blocca». La prudenza del "pareggiare" conduce infatti all'inerzia, alimenta l'egoismo, rende gretti e meschini, incapaci di un fremito, rassegnati al minimo inoffensivo. Ritorniamo, allora, al rischio del credere e dell'amore, del dare e del creare perché questo è il vero vivere.

Gianfranco Ravasi


http://www.db.avvenire.it/avvenire/moduli/approfondimento/index1.jsp?idNotizia=20448
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categoria : il mio pensiero

pensato da Fiorenzo33 alle ore 03:31
lunedì, 30 maggio 2005

PARADISI

In un giorno senza tempo

mi troverò a correre senza affanni

su campi verdi e incolti.

     Il calore e la luce del sole

saranno intensi, quasi immensi.

     Il grande silenzio attorno

sarà lievemente accompagnato

da dolci cori soavi, illuminanti ed infiniti.

     Un'inebriante profumo acceso e delicato

mi pervaderà lentamente ma totalmente;

sarà come gustare qualcosa di buono

che delizia ma non sazia.

     Qualcosa che assomiglia ad aria, a vento

passerà attraverso me, resterà con me, in me.

     Qualcosa assomigliante a ricordi, a dolori

cercherà di interrompere prepotentemente,

quasi con rabbia, con rancore, come vendetta, tutto ciò.

     Ma non dovrò temere alcun male

perché sarò arrivato alla casa del Padre mio.


Fiore

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categoria :

pensato da FLG alle ore 04:10
domenica, 29 maggio 2005




Mio Gesù, tutto amore, io ti amo.
Mio Gesù, mio tutto, da Te tutto accetto.
Mio Gesù, tenero e dolcissimo amante, chiamami a Te.
Mio Gesù, Dio della vita vera, prendi la mia vita.
Mio Gesù, uno e trino, abitami per l'eternità.
Mio Gesù, ardimi d'amore per Te perchè è in Te la mia gioia.
Mio Gesù, Corpus Domini, io ti adoro.
Tua per sempre...


Flavia
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pensato da FLG alle ore 04:11
venerdì, 27 maggio 2005

Sembra che abbiano vinto loro, quelli che non sanno guardare oltre il loro naso o che si accontentano di vivacchiare.
Hanno vinto perchè compatti, uniti da un sodalizio quasi sacro.

Hanno vinto gli imbecilli, i codardi, i buffoni di corte, i leccapiedi, gli imbroglioni, i volta gabbana, coloro che prendono per oro ciò che è sterco e sterco ciò che non lo è.

Quanta pena e quanta rabbia, quanta fatica e quanto tempo solo per convincerli del fatto che stanno sprecando tempo inutilmente.
La profondità di un pensiero li sconvolge.

Sono laureati in saccentologia, in giudicologia,  in vitaemorteologia, in tuttologia ma non muovono un passo senza gli amici, non decidono se non hanno chiesto alla mamma o al primo che passa.

Si arrabattano per trovare pasticche capaci di lenire i loro tormenti, invece di fare la doverosa e meravigliosa fatica di vivere.
Si fanno chiamare amici ma non lo sono. S'ingannano tra di loro ma non se lo dicono.
Vogliono credere che così sarà più facile sentirsi meno soli.
Vagano qua e là per un coccio di serenità e non vedono la montagna di gioia che sta loro di fronte.
Vogliono vivere così: da imbecilli!

Ebbene, prendiamo atto che sono forti della loro vigliaccheria e stiamone alla larga per un po' di ore, almeno (anche se, purtroppo, sono ovunque).

Oggi, mi sono stufata di urlare "al fuoco", oggi sono stanca di convincere le capre che sarebbe meglio brucassero altrove.
Hanno ognuno la propria libertà che li guida ed io dovrei fregarmene della loro vita e di come si stanno perdendo il meglio.
Invece m'intestardisco nell'amarli.

Anche oggi mi sembra di aver faticato per nulla e sono stanca: pensaci tu, Gesù.

Tua Flavia

-Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? » - (Matteo 17:17)
-Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?» - (Giovanni 6:60)


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categoria : il mio cuore

pensato da FLG alle ore 01:09
giovedì, 26 maggio 2005

Un nonno con il suo nipotino andavano al mercato per vendere un asino.
La gente che li vedeva passare commentava:
"Ma guarda che stupidi! Hanno un asino e vanno a piedi."
Sentendo la critica il nonno salì sull'asino.
La gente che li vedeva passare commentava:
"Ma guarda quel vecchio! Lui va sull'asino e il bambino a piedi."
Sentendo la critica il nonno scese dall'asino
e fece salire il bambino.
La gente che li vedeva passare commentava:
"Ma guarda quel povero vecchio! Lui a piedi e il bambino sull'asino."
Sentendo la critica il nonno salì anche lui sull'asino.
La gente che li vedeva passare commentava:
"Ma guarda che crudeltà! Un povero asinello così carico!".


                                                 -------------------

Capitò anche a Gesù: "È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite:
"Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori!" ( Luca 7,34)

                                                 --------------------

Morale:
Siccome la gente avrà sempre da ridire su ciò che fai,
ti conviene agire come credi e basta.

FLG

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categoria : il mio pensiero

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