pensato da FLG alle ore 05:24
mercoledì, 30 marzo 2005

Un anno fa ha incontrato se stessa

Era molto angosciata e nella sua forma peggiore. L'avevano lasciata in un angolo tremante di paura.
Era sola da tantissimi anni e non aveva ancora conosciuto l'amore. Aveva combinato un sacco di pasticci confondendo l'egoismo altrui per affetto.
Aveva donato agli altri tutto quello che aveva, che sapeva fare, che aveva guadagnato con fatica. Aveva sacrificato ogni minuto della sua vita arrovellandosi su ogni suo difetto, peccato, vizio, capriccio che non accettava di sé; su ogni ribellione che non riusciva ad esprimere e su ogni angosciante senso di colpa che le divorava, pian piano, il cuore.
Nessuno si era fermato per chiederle cosa pensasse. Tutti avevano creduto di vedere in lei quella che non era e lei aveva finito per crederci davvero.
Non era nemmeno una buona mendicante; se chiedeva non otteneva mai nulla.
La Chiesa l'aveva ferita in molti modi non credendo nella sua buona fede e nella sua voglia di darsi agli altri.
La famiglia non sopportava la sua sete di libertà, la sua testardaggine, le sue opinioni, la sua curiosità...ma la lasciava fare perchè non riusciva a capirla.
Come alunna era stata una frana e gli insegnanti dicevano di lei che non avrebbe mai combinato nulla di buono.
Gli amici dicevano che era strana ma la cercavano per sfogarsi dei propri problemi.
Suo marito ed i suoi figli avevano faticato ad accettare le sue crisi d'angoscia che le toglievano quella poca voglia di vita che le rimaneva.
Doveva fare i conti anche con quella fantasia che tendeva a portarla in un mondo ideale, felice, bello, positivo.
Se aveva tentato di costruire timidamente qualcosa, non l' aveva portato mai a termine perchè la paura di sbagliare aveva avuto sempre il sopravvento.
Era lì, sola, desiderosa di tenerezza, di amore e di pace. Le lacrime le rigavano le guance e con un filo di voce chiedeva aiuto; ora urlando, ora piegandosi in due per le contrazioni del cuore.
Quando mi avvicinai a lei, urlò più forte; più dello strazio che sembrava lacerarle l'anima.
Istintivamente l'abbracciai come per strapparla a quel dolore e farlo mio rubandoglielo tutto.
Si accasciò al suolo esausta. Aveva speso le sue ultime forze in quell'urlo terribile. Non aveva più nulla per sé, nulla più da dare, da essere, da tentare, da chiedere, da desiderare.
Aveva urlato il suo ultimo disperato: “IO SONO!!!” che sentiva schiacciato, violato, offeso, deriso, incompreso da troppo tempo.
Come potevo non commuovermi per quel bisogno immenso di morte e di rinascita insieme?
Era lì, a terra, quasi morta. Il suo viso era immobile, gli occhi sbarrati che guardavano il cielo, le mani strette a pugno quasi nel tentativo di serrare un ultimo briciolo di quel “sé” che stava sfumando del tutto.
Ansimava forte con la bocca spalancata.
Sembrava attendere qualcuno ma non capivo chi.
Da quel momento in poi non cambiò posizione per una buona mezz'ora.
Poi, improvvisamente, la vidi muoversi adagio; prima sbattendo gli occhi, poi voltando lentamente la testa verso il cielo come se avesse sentito una presenza lì vicino.
Quando s'alzò del tutto, parve aver recuperato tutte le forze in un sol momento.
Camminava a passi lenti con il viso all'insù, come incantata.
Di tanto in tanto apriva la bocca come se stesse parlando con chi solo lei sembrava vedere.
Ad un certo punto il suo viso s'illuminò di un largo sorriso ed elevò le mani al cielo abbracciando qualcuno al quale lei donava il più bel sorriso che abbia mai visto in vita mia.
Mi stupivo di ciò che vedevo e non riuscivo a spiegarmelo.
Prima sembrava morta ed ora era più viva che mai.
Cos'era successo? Perchè il mio abbraccio l'aveva fatta stramazzare al suolo in quel modo? E adesso cosa l'aveva fatta rivivere così?
Quest'anno ha fatto cose che nemmeno lei credeva di riuscire a fare.
Ha cambiato totalmente il suo modo di vivere, di pensare, di dormire, di ridere, di godere di ogni cosa, di piangere, di amare, di soffrire, di mangiare....
L'avevo vista moribonda e disperata mentre ora è il ritratto della gioia di vivere!
Ancora adesso mi ringrazia d'averla abbracciata. Mi ha detto che le serviva avere pietà di se stessa. Le serviva un abbraccio più forte del suo dolore. Di qualcuno più grande del suo bisogno d'amore. DIO!!!!!
Le ho risposto che non avevo fatto altro che amarla: amare un “IO SONO” che voleva esistere nonostante tutto e tutti. Amare in lei ciò che Dio ama. Abbracciare in lei il Gesù che soffre, chiede, vuole, brama. Perchè Dio ha amato da sempre questa mendicante strana, piena di fantasia, indipendente, libera da schemi comportamentali stereotipati, capricciosa, irruente, allegra, amante della giustizia...
Ora è felice perchè Gesù le ha fatto capire che l'ama proprio così come lei è!
E ora non le importa più nulla se è ancora sola, se le cose vanno così così o se le rimangono pochi anni da vivere: sente di avere una dignità regale che non le verrà mai più tolta!
E' rinata proprio a quella vita nuova che Gesù aveva promesso per chi si abbandona fiducioso al Suo abbraccio misericordioso!!!

Il suo Angelo Custode



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categoria : il mio mondo, il mio dio, la mia chiesa

pensato da FLG alle ore 19:19
domenica, 27 marzo 2005

Per mezzo del Battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, perchè come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova”. (2° Cor. 3,6)

CRISTO - VIA, VERITA' E VITA – E' VIVO!

PIU' DI COSI'...!

ADESSO E' ORA DI DARCI UNA MOSSA SUL SERIO!


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categoria : il mio dio

pensato da FLG alle ore 21:26
sabato, 19 marzo 2005

 Per una settimana non scriverò.
Sto con Gesù.
FLG
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categoria : il mio dio

pensato da FLG alle ore 10:21
sabato, 19 marzo 2005

Hanno smesso di alimentare TERRY , una donna che ha avuto il solo torto di ammalarsi ma è viva, sente, sorride, ride, ama, gioisce...

QUESTA E' LA SETTIMANA SANTA DI TERRY...
...ma, al termine, lei non risorgerà...!
(Per ora!)


http://www.terrysfight.org   ( VIDEO)


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categoria : il mio cuore

pensato da FLG alle ore 01:14
venerdì, 18 marzo 2005

Padre Anselm Grün


Ieri sera sono andata con mio marito all'appuntamento quaresimale in Duomo.
All'incontro c'erano il giornalista Alain Elkann e Padre Anselm Gr
ün, monaco benedettino e noto autore di testi di spiritualità.

Le sue riflessioni - tradotte da un sacerdote - mi parlavano dentro come sempre e quasi le precedevo.

La mia felicità, però, ha toccato il suo apice quando al termine della meditazione sono riuscita – dopo mille scrupoli – a parlare con lui.

Capisce l'italiano, quindi, in pochi minuti, gli ho raccontato la mia storia e gli ho espresso la mia riconoscenza per come aveva contribuito - con i suoi testi - alla mia rinascita spirituale visto che, in quel periodo, non avevo nessuno disposto a seguirmi e le sue riflessioni erano l'unica fonte di consiglio e conforto.
Ascoltava sorridendo ed ha riso divertito ma, non sapendo parlare italiano, si è limitato a stringermi la mano con calore e, se non fosse stato per il posto in cui eravamo, forse ci saremmo anche abbracciati perchè i nostri cuori si erano commossi soprattutto sentendo cosa, questa rinascita, aveva provocato in me e nella mia famiglia.
Alla fine gli ho chiesto di apporre la sua firma sul suo primo libro che avevo comprato anni addietro, quasi a suggellare quell'incontro con un amico donatomi da Dio in modo così originale ed efficace.

(C'era un mio amico che ci guardava contento per questo incontro)

Che dire? I suoi occhi vispi ed allegri sprigionano simpatia immediata per chi lo incontra.
I suoi gesti misurati sono propri di colui che è in pace con se stesso.
La sua voce colloquiale fa più pensare ad un vecchio amico che ad un padre che tutti ambirebbero avere come maestro di vita.

Sono uscita dal Duomo felice e meravigliata per la semplicità di quell'incontro così a lungo aspettato e desiderato.
Ho deposto, nel cuore di quell'amico, il mio stupore in un Dio così ricco di fantasia da cercare una sua figlia persino attraverso i libri scritti da un suo ministro che abita in un convento così lontano da lei.

A casa – nel segreto – ho abbracciato quel mio Amico che  aveva gioito per quell'incontro.

   
FLG
Milano, 17 marzo 2005
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categoria : il mio cuore

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