Da ciò che ho letto negli anni e da ciò che ho visto nei monasteri e
nelle persone più pie, è quel Dio che si manifesta molto
di più nel silenzio e nella contemplazione.
Per me la più alta espressione d'amore per Dio avviene nella
contemplazione pura e muta di ogni cosa che mi capita di vedere e
sentire dentro e fuori di me.
Insomma, contemplazione di un Dio che è
come l'aria: ovunque. E che ti parla in continuazione.
Come si fa, allora, a dire che il "fare" è superiore all'"essere"?
Sono assolutamente convinta che Maria (sorella di Marta) sia l'esempio
più vero di come si debba stare con Dio.
Da ciò ne deriva che tutte le
nostre iniziative - pur lodevoli - siano ben poca cosa in confronto a
ciò che Dio ci chiama ad essere. In pratica, se è vero che darsi da
fare per gli altri è giusto e sacrosanto, è pur vero che non è quello
che realmente conta per Dio.
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il mio pensiero